martedì 27 gennaio 2015

AZIENDE IN CRISI: QUALE RUOLO PER IL CONSULENTE AZIENDALE?


La complessità della gestione aziendale, e il quantitativo di leggi, decreti e circolari di cui è destinataria l'azienda, e non da ultimo con sanzioni penali, portano a definire l'imprenditore come un eroe, il quale oltre a rispettare le regole imposte (in materia fiscale, del lavoro, sicurezza, smaltimento, ambiente, ecc.), deve pensare a gestire l'azienda (rapporti con i clienti, fornitori, le banche, i concorrenti, ecc.).
A questo punto una domanda: quale ruolo per il consulente aziendale? Deve solo limitarsi ad eseguire gli assillanti adempimenti fiscali? Gli aspetti da seguire invece sono tanti: programmazione, controllo, finanza, budgeting, business planning, contrattualistica, finanza ordinaria e straordinaria. E tutto in capo ad un solo consulente non è possibile data la vastità degli argomenti.
Il dovere del consulente oggi è anche quello di affiancare l'imprenditore e assumere un atteggiamento anticipatorio; non aspettare che arrivi la crisi-dissesto, ma seguire attentamente l'azienda e attivarsi ai primi segnali di declino, suggerendo gli interventi da attuare.
Il consulente oggi deve implementare un minimo di controllo di gestione in azienda ed effettuare delle verifiche periodiche, affinchè una corretta prevenzione eviti poi il disastro.
L'azienda in dissesto (assenza totale di liquidità, banche con porte chiuse, ingiunzioni Equitalia, forniture sospese, ecc.) ormai è come un ammalato in stato avanzato; perciò parlare di "soluzione di crisi", in questa fase lo vedo un pò semplicistico ed illusorio.
Evitiamo che le aziende arrivino all'ultimo stadio, interveniamo con un controllo di gestione ed una continua analisi sull'attività gestionale, interveniamo per tempo. Solo così possiamo contribuire fattivamente al successo dell'imprenditore e della sua azienda.
Gli strumenti tecnici non mancano  e di questo si vuole  discutere in questo blog.

Nessun commento:

Posta un commento