Aiutare le aziende ad evitare la crisi penso sia uno dei doveri professionali e morali del consulente aziendale/dottore commercialista. Con questo articolo vorrei raccogliere tutte le idee e le esperienze, allo scopo di metterle a disposizione dei lettori del blog.
Nel titolo, non a caso
ho specificato che l’aiuto deve essere fornito all’azienda prima che intervenga
la crisi, e quindi per evitarla. Le aziende già in profonda crisi (forte
tensione finanziaria, redditività negativa, indebitamento eccessivo) hanno
invece bisogno di ristrutturazioni profonde o accedere a forme giudiziali e
stragiudiziali previste dalla legge.
Ritornando alle
possibili azioni per evitare che l’azienda si incammini in un percorso di
crisi, una possibile leva può essere l’innovazione.
L’innovazione è la
capacità per l’azienda di essere sempre nuova sul mercato, differenziandosi
dalla concorrenza, e catturando l’interesse del consumatore. “Innovare”
è la parola magica per qualsiasi tipo di azienda, che permette di rimanere sul
mercato ed evitare tracolli. L’innovazione in azienda deve riguardare tutti gli
aspetti: dal prodotto, all’organizzazione, ai processi produttivi.
L’imprenditore lungimirante deve sempre innovare, non deve mai accontentarsi di
un successo, in quanto l’ambiente in cui opera l’azienda è estremamente
dinamico. L’imprenditore in definitiva è condannato ad una innovazione
continua.
Vediamo le diverse
tipologie di innovazione a cui si può ricorrere, tenendo conto ovviamente che
ogni azienda ha le sue peculiarità.
1)
Innovazione di prodotto
2)
Innovazione di processo
3)
Innovazione organizzativa
4)
Innovazione nello stile direzionale
Innovazione
di prodotto. E’ l’area strategica che attira maggiormente
l’interesse dell’imprenditore. Ogni prodotto ha un suo ciclo di vita, e se esso
è in fase di declino, già è tardi, in quanto bisogna agire quando il prodotto è
in fase di maturità (vendite elevate e forte concorrenza). Ricerca e sviluppo
possono apportare delle innovazioni tecniche al prodotto, le quali possono
avere l’effetto di rilanciare le vendite. Il consumatore è attento ai dettagli,
e quindi anche una modifica irrisoria al prodotto può farlo preferire rispetto
alla concorrenza.
Innovazione
di processo. Innovare un processo produttivo, anche
con l’utilizzo di macchinari tecnologicamente più avanzati, può avere l’effetto
di diminuire i costi ed elevare il margine operativo. Il processo di produzione
può essere interamente riprogettato, valutando attentamente gli effetti e la
ricaduta sulla gestione aziendale. Tale tipo di innovazione va attentamente
pianificata, anche con opportune simulazioni.
Innovazione
organizzativa. L’organizzazione è uno degli elementi
fondanti dell’azienda. La letteratura aziendalistica definisce l’azienda come
un sistema funzione di capitali, persone ed organizzazione. L’azienda con una
organizzazione efficiente ottiene profitti maggiori, in quanto la ricaduta
sull’intero sistema è notevole. Mansioni e compiti ben definiti ed assegnati,
un ottimo sistema informativo contabile interno, un sistema comunicativo
interno efficiente, sono tutti elementi che possono essere oggetto di un
ripensamento da parte del management.
Innovazione
nello stile direzionale. E’ un argomento che ho già
affrontato nel precedente articolo. Occorre assumere uno stile direzionale
anticipatorio, pianificando e programmando le attività future, e non subirle
passivamente. Inoltre è consigliabile per l’imprenditore aumentare
continuamente la sua cultura d’impresa, frequentando corsi di formazione specialistici.
Anche questo elemento di innovazione può aumentare le “difese immunitarie”
dell’azienda rispetto alla crisi.
In casi drastici,
innovare può significare anche cambiare settore di attività.

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