venerdì 11 dicembre 2015
NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO
13 GENNAIO 2016: è il giorno a partire dal quale gli aspiranti imprenditori possono presentare domanda on line per ottenere un finanziamento a tasso zero per l'avvio della loro attività. Disponibili 50 milioni di euro.
A chi è rivolto.
Gli incentivi sono rivolti alle imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne. Le imprese devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda. Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.
Nel prossimo post fornirò ulteriori informazioni.
martedì 21 aprile 2015
RENDICONTO FINANZIARIO E O.I.C. 10
Il RENDICONTO FINANZIARIO, un documento sempre snobbato e sottovalutato. Invece a mio parere è l'unico documento che può far conoscere in modo approfondito la situazione finanziaria dell'azienda. Il REDDITO è una valutazione soggettiva, ed esprimere la redditività attraverso gli indici di bilancio ha una valenza informativa limitata.
Conoscere invece la fonte e la destinazione dei flussi monetari dell'azienda ci fa capire esattamente la situazione aziendale.
L'O.I.C. ha emanato il principio n. 10 a luglio 2014, dove viene rivalutato il Rendiconto finanziario, e pur se non obbligatorio, ne consiglia vivamente la sua elaborazione.
Per una rapida elaborazione del rendiconto finanziario con la relativa analisi dei flussi monetari, potete visitare la pagina del software CHECK AZIENDA PLUS al seguente link:
https://www.fiscoetasse.com/BusinessCenter/scheda/28824-check-up-azienda-plus-excel.html
martedì 17 febbraio 2015
BUSINESS MODEL CANVAS. UN POTENTE STRUMENTO DI PIANIFICAZIONE AZIENDALE
Alexander Osterwalder, insieme ad altri 470 consulenti internazionali, è l’ideatore di questo strumento pratico e potente per chi deve progettare una nuova attività o deve innovare un’attività già esistente. Non è un business plan. Il “Business Model Canvas” va realizzato prima di fare il business plan.
E’ stato testato verificato ed applicato da aziende del
calibro di ERICSSON, DELOITTE, 3M, IBM, ecc.
E’ attualmente oggetto di studio in prestigiose Università
americane, come la Stanford e Berkley University.
Ma scendiamo nel dettaglio.
In sintesi il “Business Model Canvas” è uno schema (tabellone)
che permette di descrivere un’idea imprenditoriale, o un suo sviluppo, in una sola pagina utilizzando la logica del
“visual thinking”.
Lo strumento è uno schema (da stampare, in rete è facilmente
reperibile in pdf su diversi siti) suddiviso in 9 blocchi. In ogni blocco
verranno incollati dei post-it con i riferimenti agli elementi contenuti nei
blocchi.
Questi i 9 blocchi:
1. Segmenti di clientela
2. Proposte di valore (i prodotti/servizi offerti alla clientela)
3. Canali (come raggiungere un determinato segmento di clientela per presentargli e fornirgli il prodotto/servizio)
4. Customer relationship (le modalità di acquisizione e fidelizzazione dei clienti)
5. Flussi di ricavi (si quantizzano i ricavi ottenibili per segmento di clientela)
6. Risorse chiave (ciò che occorre avere in termini di risorse umane, materiali e finanziarie per lo sviluppo del business)
7. Attività chiave (le attività strategiche da compiere per lo sviluppo del business)
8. Partner chiave (la rete di fornitori e di partner)
9. Struttura de costi (si definiscono tutti i costi per far funzionare il proprio business).
1. Segmenti di clientela
2. Proposte di valore (i prodotti/servizi offerti alla clientela)
3. Canali (come raggiungere un determinato segmento di clientela per presentargli e fornirgli il prodotto/servizio)
4. Customer relationship (le modalità di acquisizione e fidelizzazione dei clienti)
5. Flussi di ricavi (si quantizzano i ricavi ottenibili per segmento di clientela)
6. Risorse chiave (ciò che occorre avere in termini di risorse umane, materiali e finanziarie per lo sviluppo del business)
7. Attività chiave (le attività strategiche da compiere per lo sviluppo del business)
8. Partner chiave (la rete di fornitori e di partner)
9. Struttura de costi (si definiscono tutti i costi per far funzionare il proprio business).
Allora: stampa il CANVAS su un cartellone, attacca il CANVAS
al muro, inizia ad abbozzare il tuo modello di business con semplici post-it.
In internet si trovano diversi siti dedicati al BUSINESS
MODEL CANVAS.
giovedì 29 gennaio 2015
3 tipologie di stili direzionali
Nella mia esperienza professionale ho individuato 3 tipologie di aziende:
1) aziende day-by-day
2) aziende con uno sguardo al passato
3) aziende con lo sguardo al futuro
1) Le aziende day-by-day sono quelle gestite da imprenditori che sono concentrati esclusivamente sull'oggi, cioè sul momento attuale: si concentrano nel cercare clienti e nel vendere il più possibile. Si disinteressano completamente dei loro bilanci, e della situazione globale dell'azienda.
2) Le aziende con uno sguardo rivolto anche al passato, sono gestite da imprenditori che si cominciano a chiedere se la loro gestione sta dando buoni frutti. Questi imprenditori cercano di leggere i loro bilanci, si interrogano sull'andamento del fatturato e dell'indebitamento.
3) Le aziende con lo sguardo al futuro invece sono gestite da imprenditori lungimiranti, con uno stile anticipatorio. Richiedono una consulenza specializzata e integrano nel sistema informativo aziendale un controllo di gestione. Si pongono degli obiettivi ed elaborano budget.
Ovviamente l'ideale è rientrare nella terza tipologia di aziende, anche se ciò richiede cultura d'impresa e impegno. Ma l'azienda che si limita a chiedersi cosa è successo nel passato (2° categoria) ha già buone capacità di affrontare la crisi, in quanto dovrebbe accorgersi subito del declino mediante l'analisi dei bilanci, anche se non ancora percepita finanziariamente.
Purtroppo le aziende day-by-day navigano a vista e devono stare molto attente a non naufragare: quando percepiscono i sintomi potrebbe essere troppo tardi.
martedì 27 gennaio 2015
AZIENDE IN CRISI: QUALE RUOLO PER IL CONSULENTE AZIENDALE?
La complessità della gestione aziendale, e il quantitativo di leggi, decreti e circolari di cui è destinataria l'azienda, e non da ultimo con sanzioni penali, portano a definire l'imprenditore come un eroe, il quale oltre a rispettare le regole imposte (in materia fiscale, del lavoro, sicurezza, smaltimento, ambiente, ecc.), deve pensare a gestire l'azienda (rapporti con i clienti, fornitori, le banche, i concorrenti, ecc.).
A questo punto una domanda: quale ruolo per il consulente aziendale? Deve solo limitarsi ad eseguire gli assillanti adempimenti fiscali? Gli aspetti da seguire invece sono tanti: programmazione, controllo, finanza, budgeting, business planning, contrattualistica, finanza ordinaria e straordinaria. E tutto in capo ad un solo consulente non è possibile data la vastità degli argomenti.
Il dovere del consulente oggi è anche quello di affiancare l'imprenditore e assumere un atteggiamento anticipatorio; non aspettare che arrivi la crisi-dissesto, ma seguire attentamente l'azienda e attivarsi ai primi segnali di declino, suggerendo gli interventi da attuare.
Il consulente oggi deve implementare un minimo di controllo di gestione in azienda ed effettuare delle verifiche periodiche, affinchè una corretta prevenzione eviti poi il disastro.
L'azienda in dissesto (assenza totale di liquidità, banche con porte chiuse, ingiunzioni Equitalia, forniture sospese, ecc.) ormai è come un ammalato in stato avanzato; perciò parlare di "soluzione di crisi", in questa fase lo vedo un pò semplicistico ed illusorio.
Evitiamo che le aziende arrivino all'ultimo stadio, interveniamo con un controllo di gestione ed una continua analisi sull'attività gestionale, interveniamo per tempo. Solo così possiamo contribuire fattivamente al successo dell'imprenditore e della sua azienda.
Gli strumenti tecnici non mancano e di questo si vuole discutere in questo blog.
lunedì 12 gennaio 2015
BALANCED SCORECARD: UNA BUSSOLA PER L'AZIENDA
Nel mio precedente articolo “Il Reporting come stile di gestione”, ho accennato al “Balanced scorecard” come un Report aziendale che va oltre la semplice e pura analisi economico-finanziaria. Qui vorrei approfondirne gli estremi.
Per valutare lo stato
di salute dell’azienda in genere si ricorre all’analisi di bilancio con tutti i
suoi numerosi indici e margini, oltre all’analisi per flussi con il rendiconto
finanziario. Le notizie che si ottengono da questo tipo di analisi sono
esclusivamente di natura economica e finanziaria, ma non otteniamo però un
giudizio su cosa pensano i clienti della nostra azienda, o sullo stato di
efficienza dei processi interni aziendali o sui processi di crescita in atto.
Per questo, per
valutare lo stato di salute dell’azienda occorre allargare le analisi ad altri
indicatori di performance, che, opportunamente interpretati, danno un giudizio
complessivo e allargato su come sta andando l’azienda.
Quindi i tradizionali
sistemi di misurazione e monitoraggio delle strategie aziendali oggi sono
sempre più inadeguati, considerato la crisi in cui quasi tutte le PMI si
dimenano. Per affrontare e combattere la crisi, occorre fissare delle precise
strategie e monitorarle continuamente, e per fare ciò occorre una sorta di
“bussola” che consideri più prospettive,
e non soltanto la prospettiva finanziaria ed economica.
A questo punto viene
spontaneo chiedersi: esiste uno
strumento che sia in grado di soddisfare le nuove esigenze, e cioè tenere sotto
controllo l’intera azienda sotto diversi aspetti e verificare che gli obiettivi
fissati vengano raggiunti?
La risposta è
affermativa e lo strumento è la “BALANCED
SCORECARD”, un modello elaborato agli inizi degli anni ’90 da Robert S.
Kaplan – professore di contabilità all’Harvard
Business School di Boston – e David P. Norton – fondatore e presidente
della Reinassance Solution,
un’impresa di consulenza di Lincoln (Massachussests).
Alla base dello studio
vi era la convinzione, da parte dei due autori, che i soliti indicatori
monetari erano diventati obsoleti, e molte imprese collaborarono per ottenere
un nuovo metodo di misurazione delle performance aziendali. La sperimentazione
portò ad una continua espansione del sistema iniziale, fino ad arrivare ad una balanced scorecard, ovvero ad una
tabella dei risultati elaborata in modo equilibrata, e organizzata intorno a 4
prospettive di crescita dell’azienda:
- Prospettiva economico-finanziaria
- Prospettiva del cliente
- Prospettiva dei processi interni
- Prospettiva di innovazione e di
apprendimento.
Nel prossimo articolo
approfondirò l’aspetto tecnico e l’eventuale possibilità di applicazione della balanced scorecard a qualsiasi azienda,
anche di piccole dimensioni, con appositi software.
L’approfondimento di
tale metodo di misurazione delle performance aziendali, a mio parere, è uno dei
tanti sistemi per affrontare e combattere la crisi, da parte di consulenti
aziendali e imprenditori.
domenica 11 gennaio 2015
AIUTIAMO LE AZIENDE AD EVITARE LA CRISI
Aiutare le aziende ad evitare la crisi penso sia uno dei doveri professionali e morali del consulente aziendale/dottore commercialista. Con questo articolo vorrei raccogliere tutte le idee e le esperienze, allo scopo di metterle a disposizione dei lettori del blog.
Nel titolo, non a caso
ho specificato che l’aiuto deve essere fornito all’azienda prima che intervenga
la crisi, e quindi per evitarla. Le aziende già in profonda crisi (forte
tensione finanziaria, redditività negativa, indebitamento eccessivo) hanno
invece bisogno di ristrutturazioni profonde o accedere a forme giudiziali e
stragiudiziali previste dalla legge.
Ritornando alle
possibili azioni per evitare che l’azienda si incammini in un percorso di
crisi, una possibile leva può essere l’innovazione.
L’innovazione è la
capacità per l’azienda di essere sempre nuova sul mercato, differenziandosi
dalla concorrenza, e catturando l’interesse del consumatore. “Innovare”
è la parola magica per qualsiasi tipo di azienda, che permette di rimanere sul
mercato ed evitare tracolli. L’innovazione in azienda deve riguardare tutti gli
aspetti: dal prodotto, all’organizzazione, ai processi produttivi.
L’imprenditore lungimirante deve sempre innovare, non deve mai accontentarsi di
un successo, in quanto l’ambiente in cui opera l’azienda è estremamente
dinamico. L’imprenditore in definitiva è condannato ad una innovazione
continua.
Vediamo le diverse
tipologie di innovazione a cui si può ricorrere, tenendo conto ovviamente che
ogni azienda ha le sue peculiarità.
1)
Innovazione di prodotto
2)
Innovazione di processo
3)
Innovazione organizzativa
4)
Innovazione nello stile direzionale
Innovazione
di prodotto. E’ l’area strategica che attira maggiormente
l’interesse dell’imprenditore. Ogni prodotto ha un suo ciclo di vita, e se esso
è in fase di declino, già è tardi, in quanto bisogna agire quando il prodotto è
in fase di maturità (vendite elevate e forte concorrenza). Ricerca e sviluppo
possono apportare delle innovazioni tecniche al prodotto, le quali possono
avere l’effetto di rilanciare le vendite. Il consumatore è attento ai dettagli,
e quindi anche una modifica irrisoria al prodotto può farlo preferire rispetto
alla concorrenza.
Innovazione
di processo. Innovare un processo produttivo, anche
con l’utilizzo di macchinari tecnologicamente più avanzati, può avere l’effetto
di diminuire i costi ed elevare il margine operativo. Il processo di produzione
può essere interamente riprogettato, valutando attentamente gli effetti e la
ricaduta sulla gestione aziendale. Tale tipo di innovazione va attentamente
pianificata, anche con opportune simulazioni.
Innovazione
organizzativa. L’organizzazione è uno degli elementi
fondanti dell’azienda. La letteratura aziendalistica definisce l’azienda come
un sistema funzione di capitali, persone ed organizzazione. L’azienda con una
organizzazione efficiente ottiene profitti maggiori, in quanto la ricaduta
sull’intero sistema è notevole. Mansioni e compiti ben definiti ed assegnati,
un ottimo sistema informativo contabile interno, un sistema comunicativo
interno efficiente, sono tutti elementi che possono essere oggetto di un
ripensamento da parte del management.
Innovazione
nello stile direzionale. E’ un argomento che ho già
affrontato nel precedente articolo. Occorre assumere uno stile direzionale
anticipatorio, pianificando e programmando le attività future, e non subirle
passivamente. Inoltre è consigliabile per l’imprenditore aumentare
continuamente la sua cultura d’impresa, frequentando corsi di formazione specialistici.
Anche questo elemento di innovazione può aumentare le “difese immunitarie”
dell’azienda rispetto alla crisi.
In casi drastici,
innovare può significare anche cambiare settore di attività.
IL REPORTING COME STILE DI GESTIONE
Nell’articolo precedente abbiamo visto l’importanza per l’azienda di dotarsi di un sistema di reporting, per prevenire la crisi.
Ora invece vorrei
affrontare il problema del tipo di reporting da utilizzare, che inevitabilmente
rispecchia lo stile di gestione dell’azienda.
Si distinguono le
aziende con una gestione cosiddetta day
by day, cioè concentrata sul presente, aziende con una gestione con uno
sguardo rivolto al passato, e quelle con lo sguardo rivolto al futuro.
Lo stile di gestione day
by day è caratteristico degli imprenditori che rivolgono la propria
attenzione e le proprie energie esclusivamente alla gestione quotidiana ed
affrontano i problemi solo quando si presentano. E’ superfluo evidenziare che
questo stile di gestione, specialmente in questo periodo di crisi globale, va
assolutamente evitato, modificando il modo di pensare e di guidare l’azienda.
L’impresa day by day non sente neanche l’esigenza di un sistema di
reportistica.
Lo stile di gestione rivolto
al passato, è tipico di quegli imprenditori che cominciano a chiedersi
cosa è successo in precedenza, e cominciano ad interessarsi ai dati di
bilancio. Le aziende con questo stile di gestione necessitano di serie storiche
sul fatturato, sulla redditività, sulla solidità aziendale, e di analisi di
bilancio per indici e per flussi, dati facilmente reperibili dal sistema
informativo contabile. Queste aziende possono soddisfare le loro esigenze
utilizzando report di tipo tradizionale e di derivazione contabile. Ottimo
strumento per costruire tali report è il foglio di calcolo, che, opportunamente
impostato, può elaborare molti dati e restituire output utili per il manager.
Infine lo stile di
gestione rivolto al futuro, anticipatorio, è tipico delle aziende che hanno
sviluppato una gestione avanzata con un approccio più dinamico. Non si aspetta
che si presenti il problema, ma si cerca di anticiparlo individuandone le
soluzioni. La pianificazione e la programmazione sono azioni fondamentali, e
l’elaborazione di budget con il successivo controllo di gestione, ne è parte
integrante. Queste aziende si avvalgono di reporting avanzati, che non si
limitano ad elaborare dati passati, ma elaborano budget e piani finanziari. E’
quello che dovrebbe fare ogni azienda, anche se l’elaborazione di tali report
richiede sia un sistema informativo adeguato, ma anche professionalità esperte
all’interno dell’azienda, a meno di non rivolgersi a consulenti esterni.
Da ultimo voglio
accennare ad un tipo di report strategico ed evoluto: il report che si avvale
della “Balanced Scorecard” di Kaplan e Norton, che va oltre i limiti della
tradizionale contabilità economica e finanziaria, e che oggi è un vero e
proprio processo di management strategico. Ne parlerò nei prossimi articoli.
CRISI E REPORTISTICA AZIENDALE
“Crisi
aziendale” è un termine oggi molto utilizzato purtroppo, ed indica quello stato
patologico di malessere che per l’azienda si traduce in tensione finanziaria,
difficoltà a far fronte alle scadenze di pagamento, margini ridotti o negativi.
Ma lo stato di crisi per l’azienda non si presenta improvvisamente, anzi la sua
gestazione viene da lontano. Le cause che portano al dissesto dell’azienda
possono essere molteplici, alcune sono subdole, e spesso quando se ne
presentano gli effetti, è ormai troppo tardi, L’imprenditore percepisce il
disagio solo quando vede che i fidi in banca sono stati interamente utilizzati,
se non addirittura si è in una situazione di extrafido, i clienti non onorano
le scadenze, le vendite diminuiscono, si fa difficoltà a trovare clienti
paganti, le banche sollecitano il rientro.
Allora cosa fare? Ovviamente
affrontare tali problemi è estremamente complesso, in quanto le variabili in
gioco sono numerose e cambiano da azienda ad azienda. Ma una azienda previdente
deve anticipare gli effetti disastrosi della crisi, ed uno degli strumenti da
utilizzare può essere la “Reportistica”. Il
management deve dotarsi di strumenti che gli permettono di tenere continuamente
sotto controllo la situazione. Come il pilota che in volo si avvale di tutta la
strumentazione di bordo, così l’imprenditore deve sapere dove sta andando la
propria azienda; deve evitare di trovarsi difronte al dissesto, ma esso va
prevenuto. Un buon sistema informativo aziendale può facilmente produrre ottimi
report, anche giornalieri, dei quali il manager deve avvalersi, ed anticipare,
con le opportune decisioni, le difficoltà. Reporting contenenti le “key performance indicator”, o i “performance
driver”, o solamente dati di derivazione contabili, fino alla più evoluta “balanced scorecard”: si tratta in ogni caso di
strumenti che vanno individuati ed utilizzati in base alle esigenze e alla
complessità della realtà aziendale. Solo la corretta interpretazione di questi
indicatori può prevenire una crisi e i suoi effetti devastanti, in quanto tutti
i sintomi vengono precocemente intercettati. Sta poi all’abilità del manager
saper prendere le decisioni strategiche opportune. Quali gli strumenti a
disposizione? Si va da sempiici fogli di calcolo realizzati su misura, fino a
sofisticati software in grado di tenere sotto controllo le diverse aree di
gestione dell’azienda mediante reporting dettagliati.
Uno strumento in più per far
fronte alle difficoltà della gestione aziendale.
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