mercoledì 12 aprile 2017

COME PREVEDERE LA PROBABILITA' DI FALLIMENTO DI UNA AZIENDA IN CRISI FINANZIARIA



COME PREVEDERE LA PROBABILITA' DI FALLIMENTO DI UNA AZIENDA IN CRISI FINANZIARIA
A venirci in aiuto è la famosa "Formula di Altman". Il prof. Altman elaborò questa formula nel lontano 1968 sperimentandola su centinaia di aziende americane. La capacità diagnostica della formula è interessante e chiunque può verificarne l'utilità, basta avere a disposizione l'ultimo bilancio. Considerato che siamo in tempi di bilanci, voglio proporvi un interessante articolo scritto dal collega dott. La Mura Carmine Robert, che analizza 2 casi reali (Borders Group e Parmalat S.p.a.), ed un software da me realizzato che rende il calcolo semplice e immediato.
Il software lo trovate a questo link:
https://www.fiscoetasse.com/BusinessCenter/scheda/30964-indice-di-altman-indicatori-di-crisi-aziendale-excel.html
Questo è l'articolo:
https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/12660-profili-applicativi-dello-z-score--due-casi-aziendali.html

venerdì 13 gennaio 2017

LEGGE SABATINI



La Legge di stabilità 2017 ha rifinanziato la SABATINI per l'acquisto di beni strumentali e nuove tecnologie, apportando anche modifiche e miglioramenti. Ho scritto e pubblicato un e-book sull'argomento, che analizza il contenuto della legge e la modulistica da compilare.

E-book "La nuova Sabatini"

lunedì 9 maggio 2016

RATING E TECNICHE DI SCORING



E’ dall’avvento di Basilea 2 che le aziende e i loro consulenti si confrontano con un nuovo dato, decisivo per il merito creditizio e per l’ammissione alle richieste di fido: il rating.
Le tecniche di scoring hanno lo scopo di ottenere una previsione delle insolvenze mediante metodologie statistico-matematiche. Per ottenere tale analisi predittiva, vengono utilizzati normalmente alcuni indici di bilancio significativi ai quali viene attribuito un peso diverso per ottenere un risultato considerato indicativo della capacità dell’azienda a mantenere gli equilibri economico-patrimoniale-finanziario.
Gli indici di bilancio, opportunamente ponderati, assumono così il ruolo di driver nella valutazione del merito creditizio. Ciò ha portato alla creazione di diverse tecniche che discriminano le società a rischio default.
I modelli quantitativi generalmente utilizzati e condivisi sono:
ü  L’indice Z-Score di Altman
ü  L’indice EM-Score
ü  L’indice FCG (Fondo Centrale di Garanzia)
Indice Z-Score di Altman. E’ stato elaborato da Edward Altman nel 1968 analizzando i dati di bilancio di 66 società delle quali 33 erano società solide e 33 erano società fallite, con un grado di accuratezza del 95%.
Lo scopo dell’indice Z-score è quello di analizzare sinteticamente l’equilibrio finanziario di una azienda e la sua probabilità di default. La formula è composta da 5 indicatori, ognuno dei quali ha un peso diverso, per poi ottenere un unico indicatore che sintetizza lo stato di equilibrio dell’azienda.
I singoli indicatori sono elencati di seguito:
A-Equilibrio finanziario
(Attivo corrente-passivo corrente)/totale attivo
B-Capacità di autofinanziamento
Utile non distribuito/totale attivo
C-Redditività
Utile operativo/totale attivo
D-Solvibilità
Valore di mercato del capitale/totale indebitamento
E-Utilizzo di capitale
Vendite/totale attivo

La formula originale dello Z-score è: Z = 1,2xA+1,4xB+3,3xC+0,6xD+0,99xE
E il giudizio sul risultato è:
Z > 3 = buon grado di equilibrio finanziario
3 > Z > 1,8 = zona d`ombra – precario equilibrio finanziario
Z < 1,8 = disequilibrio finanziario - probabilità di fallimento alta

Più è basso l’indice maggiore è il disequilibrio finanziario. Anche se tale formula è stata elaborata per le società quotate in borsa, la dottrina ha elaborato una formula adattata anche alle PMI di produzione e di altri settori utilizzando ponderazioni diverse per i singoli indicatori.

Indice EM-Score.  E’ un modello che deriva dallo Z-Score di Altman e permette di ottenere la valutazione del debito. Si consiglia di valutare il rating su più esercizi per giudicarne il trend. Partendo dagli stessi indicatori di bilancio a cui fa riferimento l’indice Z-Score, la formula dell’EM-Score è la seguente.
EM-SCORE = 3,25 + 6,56xA + 3,26xB + 6,72xC + 1,05xD
Sulla base del valore che risulta dalla formula, il rating del debito viene indicato con una scala di lettere dalla A alla D con 20 graduazioni; si riportano di seguito solo alcune:
AAA
EM > 8,15
BBB+
6,25 < EM < 6,39
CCC+
3,20<EM<3,74
D
EM < 1,74

Indice FCG (Fondo Centrale di Garanzia).
La valutazione cambia a seconda del settore di appartenenza. Per le  imprese operanti nei settori dell’industria manifatturiera/edilizia/alberghi/pesca  gli indicatori di bilancio con i relativi parametri sono i seguenti:
A
COPERTURA DELLE IMMOBILIZZAZIONI: (Patrimonio netto+Debiti a medio-lungo termine)/Immobilizzazioni
>=100%
B
AUTONOMIA FINANZIARIA: Patrimonio netto/Totale passivo
>=10%
C
MOL/Oneri finanziari
>=2
D
MOL/Fatturato
>=8%
Mentre per le imprese dei settori  commercio/servizi alberghi,  gli indici di bilancio e relativi indicatori sono:
A
INDICE DI DISPONIBILITA': Attivo circolante/Passivo circolante
<=080%
B
Patrimonio netto/Totale passivo
>=7%
C
MOL/Oneri finanziari
>=2
D
MOL/Fatturato
>=8%
Ad ogni indice è assegnato un valore tra 0 (eccessiva distanza dal valore ottimale) e 3 (raggiungimento del valore suddetto). Aziende con punteggio tra 9 e 12 sono assegnate al livello A, tra 7 e 9 al livello B, fino a 6 al livello C. Lo stesso procedimento è ripetuto per il penultimo bilancio: l’unione dei livelli garantisce l’assegnazione ad una fascia.
Quali sono i possibili utilizzi del rating determinato con le su descritte tecniche?
ü  Autovalutazione interna;
ü  Valutazione della solvibilità di nuovi clienti;
ü  Simulazione di nuovi scenari in caso di nuovo indebitamento;
ü  Strumento di supporto per gli organi preposti al controllo contabile.
La mancanza invece di elementi di giudizio di tipo qualitativo, è un notevole limite delle tecniche di scoring, che andrebbero integrate con indicatori di tipo qualitativo.

Dott. Nicola Napolitano

Per una elaborazione contestuale e rapida dei rating Z-SCORE, EM-SCORE e INDICE FCG relativi agli ultimi tre bilanci, è possibile prendere visione del software CHECK UP AZIENDA PLUS.

venerdì 11 dicembre 2015

NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO


13 GENNAIO 2016: è il giorno a partire dal quale gli aspiranti imprenditori possono presentare domanda on line per ottenere un finanziamento a tasso zero per l'avvio della loro attività. Disponibili 50 milioni di euro.
A chi è rivolto.
Gli incentivi sono rivolti alle imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne. Le imprese devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda. Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.
Nel prossimo post fornirò ulteriori informazioni.

martedì 21 aprile 2015

RENDICONTO FINANZIARIO E O.I.C. 10


Il RENDICONTO FINANZIARIO, un documento sempre snobbato e sottovalutato. Invece a mio parere è l'unico documento che può far conoscere in modo approfondito la situazione finanziaria dell'azienda. Il REDDITO è una valutazione soggettiva, ed esprimere la redditività attraverso gli indici di bilancio ha una valenza informativa limitata.
Conoscere invece la fonte e la destinazione dei flussi monetari dell'azienda ci fa capire esattamente la situazione aziendale.
L'O.I.C. ha emanato il principio n. 10 a luglio 2014, dove viene rivalutato il Rendiconto finanziario, e pur se non obbligatorio, ne consiglia vivamente la sua elaborazione.

Per una rapida elaborazione del rendiconto finanziario con la relativa analisi dei flussi monetari, potete visitare la pagina del software CHECK AZIENDA PLUS al seguente link:

https://www.fiscoetasse.com/BusinessCenter/scheda/28824-check-up-azienda-plus-excel.html




martedì 17 febbraio 2015

BUSINESS MODEL CANVAS. UN POTENTE STRUMENTO DI PIANIFICAZIONE AZIENDALE


Alexander Osterwalder, insieme ad altri 470 consulenti internazionali,  è l’ideatore di questo strumento pratico e potente per chi deve progettare una nuova attività o deve innovare un’attività già esistente.  Non è un business plan. Il “Business Model Canvas” va realizzato prima di fare il business plan.
E’ stato testato verificato ed applicato da aziende del calibro di ERICSSON, DELOITTE, 3M, IBM, ecc.
E’ attualmente oggetto di studio in prestigiose Università americane, come la Stanford e Berkley University.
Ma scendiamo nel dettaglio.
In sintesi il “Business Model Canvas” è uno schema (tabellone) che permette di descrivere un’idea imprenditoriale, o un suo sviluppo,  in una sola pagina utilizzando la logica del “visual thinking”.
Lo strumento è uno schema (da stampare, in rete è facilmente reperibile in pdf su diversi siti) suddiviso in 9 blocchi. In ogni blocco verranno incollati dei post-it con i riferimenti agli elementi contenuti nei blocchi.
Questi i 9 blocchi:
1.       Segmenti di clientela
2.       Proposte di valore (i prodotti/servizi offerti alla clientela)
3.       Canali (come raggiungere un determinato segmento di clientela per presentargli e fornirgli il prodotto/servizio)
4.       Customer relationship (le modalità di acquisizione e fidelizzazione dei clienti)
5.       Flussi di ricavi  (si quantizzano i ricavi ottenibili per segmento di clientela)
6.       Risorse chiave (ciò che occorre avere in termini di risorse umane, materiali e  finanziarie per lo sviluppo del business)
7.       Attività chiave (le attività strategiche da compiere per lo sviluppo del business)
8.       Partner chiave (la rete di fornitori e di partner)
9.       Struttura de costi (si definiscono tutti i costi per far funzionare il proprio business).
Allora: stampa il CANVAS su un cartellone, attacca il CANVAS al muro, inizia ad abbozzare il tuo modello di business con semplici post-it.

In internet si trovano diversi siti dedicati al BUSINESS MODEL CANVAS.

giovedì 29 gennaio 2015

3 tipologie di stili direzionali


Nella mia esperienza professionale ho individuato 3 tipologie di aziende:
1) aziende day-by-day
2) aziende con uno sguardo al passato
3) aziende con lo sguardo al futuro

1) Le aziende day-by-day sono quelle gestite da imprenditori che sono concentrati esclusivamente sull'oggi, cioè sul momento attuale: si concentrano nel cercare clienti e nel vendere il più possibile. Si disinteressano completamente dei loro bilanci, e della situazione globale dell'azienda.

2) Le aziende con uno sguardo rivolto anche al passato, sono gestite da imprenditori che si cominciano a chiedere se la loro gestione sta dando buoni frutti. Questi imprenditori cercano di leggere i loro bilanci, si interrogano sull'andamento del fatturato e dell'indebitamento.

3) Le aziende con lo sguardo al futuro invece sono gestite da imprenditori lungimiranti, con uno stile anticipatorio.  Richiedono una consulenza specializzata e integrano nel sistema informativo aziendale un controllo di gestione. Si pongono degli obiettivi ed elaborano budget.

Ovviamente l'ideale è rientrare nella terza tipologia di aziende, anche se ciò richiede cultura d'impresa e impegno. Ma l'azienda che si limita a chiedersi cosa è successo nel passato (2° categoria) ha già buone capacità di affrontare la crisi, in quanto dovrebbe accorgersi subito del declino mediante l'analisi dei bilanci, anche se non ancora percepita finanziariamente.

Purtroppo le aziende day-by-day navigano a vista e devono stare molto attente a non naufragare: quando percepiscono i sintomi potrebbe essere troppo tardi.